Sanremo 2012: Noemi racconta il suo panico e la paura di morire

Brava e decisa ci è apparsa sul palco dell'Ariston dove è arrivata terza con la bellissima canzone Sono solo parole, ma Noemi racconta a Vanity Fair i suoi attacchi di panico prima e durante il Festival di Sanremo.

di Caterina Cariello 21 febbraio 2012 17:00

Noemi si è classificata terza alla sessantaduesima edizione del  Festival di Sanremo, dopo Emma Marrone e Arisa, con il suo pezzo “Sono solo parole”, scritto da Fabrizio Moro e immediatamente dopo il Festival racconta il suo stato d’animo nell’affrontare quest’esperienza.

Veronica Scopelliti (il suo nome all’anagrafe) rivela a Vanity Fair quanto panico ha provato prima di salire sul palco dell’Ariston e quanta paura ha provato mentre cantava. Sebbene alcuni giornali, il giorno dopo alla sua prima esibizione, abbiano scritto che Noemi poteva dare di più, il pubblico aveva applaudito la sua voce graffiante e il bellissimo pezzo che già prometteva successo e nessuno avrebbe potuto immaginare gli attacchi di panico che avevano colpito la cantante romana due giorni prima dell’inizio del Festival.

“Di colpo, ho sentito come fermarsi il battito, sotto il seno. Mi mancava il respiro. Ho iniziato a vedere appannato, i rumori intorno sono scomparsi. Un sudore freddo. La paura di morire… Mi si era aperta una voragine, un timore definitivo, un senso di vuoto. Ero in una nuvola di ovatta, come scollata dalla realtà, leggera, sospesa. Hai un sentore di morte..”  Il medico che la visita le prescrive del Valium ma lei non ama i medicinali e preferisce zuccheri e frutta. E poi l’auto convincimento infallibile: Dietro le quinte mi dicevo: “Stai bene, concentrati, la canzone è giusta, il modo di cantarla lo si trova”.  È così che Noemi descrive il suo stato emotivo alla vigilia di Sanremo e ne attribuisce le cause probabilmente al troppo stress dovuto al suo modo di porsi davanti alle cose impegnative per le quali chiede a corpo e testa di non staccare mai.

Noemi racconta di quanto è stata male anche sul palco dell’Ariston “dove non puoi non pensare che in tre minuti ti stai giocando tutto. La cantante rivive quegli attimi e ricorda, ora con un po’ di ironia: “Mi annunciano, entro in scena, ho la vista bassa, disturbata. Il trucco negli occhi mi offusca anche una lente a contatto. Parevo E.T., nella scena di “Telefono, casa”.

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