Sara Tommasi contro il porno: “Sono stata drogata”

La showgirl sostiene la tesi di Alfonso Luigi Marra

di Nadia Napolitano 18 giugno 2012 14:01

Sul conto di Sara Tommasi se ne sono dette e se ne sono sentite di tutti i colori. Prima ancora che spuntasse questa storia del presunto film porno girato nei primi giorni di giugno, la showgirl si era fatta notare per le sue stramberie erotiche. Sempre in desabille, anche in luoghi pubblici (ricordiamo l’apparizione al Chiambretti Night e quella immediatamente fuori il palazzo di Montecitorio), l’ex naufraga dell’Isola dei Famosi crea scandalo per una pellicola a luci rosse di cui si sarebbe resa protagonista.

Prodotta da Federico De Vincenzo, titolare della Dive&Star Management, la clip, in potenza, potrà essere fruibile a partire dal 6 luglio (almeno questo è quanto si vocifera). Il padrino, nonchè ex compagno di Sara, Alfonso Luigi Marra, si è sentito in dovere di prendere le difese della ragazza, insinuando che, al momento della registrazione, la stessa fosse sotto effetto di stupefacenti, quindi incapace di intendere e di volere.


La dichiarazione, dai contorni molto forti, è stata confermata dalla Tommasi attraverso la stesura di una lettera, scritta e firmata di proprio pugno, per poi essere pubblicata sul portale del noto scrittore partenopeo. Per l’occasione, la soubrette si scaglia contro il porno, raccontando di essere stata drogata, e sperando che quel mondo cessi di esistere. Una confessione in piena regola, che, però, dovrebbe trovare conferma mediante un esame calligrafico.

Siamo sicuri sia stata proprio Sara a redigere quello scritto? In realtà, con il giurista partenopeo, la show girl potrebbe anche essersi messa d’accordo a priori per poter rendere questa versione dei fatti. Una cosa è certa: quel video esiste eccome. ‘Sara contro tutti’, questo il titolo del film, potrebbe vedere la luce in tempi brevi, salvo azioni legali particolarmente accanite mosse dalla ragazza in concomitanza col suo mentore. Solo il tempo potrà dirci. Si tratta di aspettare un paio di settimane al massimo.

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