Michael Jackson voleva scappare al termine del processo per pedofilia

di Gioia Bò 10 settembre 2011 19:53

Correva l’anno 2005, quando Michael Jackson si presentava alla sbarra con l’accusa infamante di aver abusato dei suoi piccoli amici in quel di Neverland. Il processo dimostrò poi che le accuse erano campate in aria (sebbene qualcuno continui a sostenere che il Re del Pop abbia pagato profumatamente per togliersi dai guai), ma se Michael fosse stato giudicato colpevole, c’era già un piano di fuga per farlo espatriare.

A raccontarlo è il fratello Jermaine, che parla di un jet privato pronto a levarsi in volo per raggiungere il Bahrein, stato che non ha accordi di estradizione con gli Stati Uniti d’America. A quanto pare, il viaggio avrebbe trovato il finanziamento di un amico, senza che Michael fosse a conoscenza del piano. In ogni caso, a detta di Jermaine, il Re del Pop avrebbe accettato di espatriare, perché

in prigione non sarebbe sopravvissuto. Doveva andare in galera per qualcosa che non aveva commesso?

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