Francesco Totti racconta la sua prima volta

Il capitano della Roma si è lasciato andare a dichiarazioni riguardanti il suo passato e la sua vecchia vita amorosa.

di Monia Ruggieri 28 marzo 2013 21:46

E’ uno dei calciatori più apprezzati e ammirati d’Italia. E’ uno degli uomini più invidiati a causa del fisico (e non solo!) della sua compagna. Stiamo parlando del calciatore della Roma con il numero 10 stampato sul retro della maglia della divisa calcistica. Ovviamente il riferimento è a Francesco Totti, uno dei maggiori bomber della nazionale. Il romanista sempre pronto a sfidare qualsiasi portiere con il suo ormai noto “cucchiaio” ha parlato di se stesso in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. Il fuoriclasse della Roma ha raccontato alcuni dei suoi trascorsi giovanili, senza tralasciare anche particolari intimi e personali. Ha parlato, infatti, anche della sua prima volta. E non si riferiva certo a quella calcistica:

Al primo bacio sei giovane. Lo dai perché vedi gli altri che baciano, non è che trasmetti passione o amore. Non sei manco capace a darlo. Il gol invece lo hai sempre sognato, io preferisco il gol. E poi il bacio avevo 12, no, 10 anni. A quell’età non capisci niente. Beh, a 12 ho fatto l’amore per la prima volta. A Tropea, con una ragazza romana che aveva 17 anni.

Totti ha anche parlato delle case chiuse, in quanto secondo il calciatore andrebbero riaperte, almeno per avere la certezza dell’igiene. Poi ha sottolineato l’arretratezza dell’Italia per quanto riguarda le persone omosessuali:

Fosse per me, riaprirei anche le case chiuse, almeno ci sarebbe la certezza dell’igiene. Guardi, io gay qui non ne ho mai conosciuti, ma credo che non sia pronto né il calcio e neppure l’Italia in generale. È triste forse, ma è così.

Anche se non fa alcun riferimento al possibile arrivo del terzo figlio, Francesco Totti parla del futuro dei suoi bambini, in particolar modo di quello di Cristian, e sulla possibilità che l’ometto di casa scelga una carriera sportiva:

Se si dimostrerà bravo sarò contento, ma spero di no. Avere il cognome Totti sarà un’ossessione. Mi auguro faccia il tennista, così quando smetterò di giocare userò il tempo facendogli da manager. 

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